Staminali indotte generate con gli RNA

2013_08_01_single_RNA_generation

Soltanto un paio di settimane fa avevamo riportato la notizia (la trovate qui) di un gruppo di scienziati che è riuscito ad ottenere cellule staminali pluripotenti indotte, per via esclusivamente chimica. Nel frattempo, le ricerche sono proseguite a gonfie vele. È un dovere quindi aggiornarvi sull’ultima novità, fresca fresca, proveniente dal fronte “stem cells“.

Ricercatori dell’University of California, USA, hanno infatti annunciato di aver scoperto un metodo basato su RNA che permette di ottenere cellule staminali pluripotenti umane (iPSCs) con una semplicità ed un livello di biosicurezza mai raggiunti finora. Per questo motivo, il nuovo approccio potrebbe avere successo in ambito terapeutico.

La possibilità di generare cellule staminali pluripotenti indotte, come sappiamo, costituisce un’incredibile risorsa per la medicina rigenerativa personalizzata poiché cellule somatiche adulte, prelevate dal tessuto di un paziente, possono essere trasformate in qualsiasi altro tipo cellulare dello stesso paziente, proprio grazie alla loro pluripotenza. Per la loro natura, le iPSCs superano qualsiasi limite immunologico ed etico. Tuttavia, a seconda del metodo impiegato per la loro produzione, vanno considerati i possibili rischi. Uno su tutti, l’uso di vettori virali per la manipolazione del genoma può trasformare le cellule trasdotte in cellule cancerose. Inoltre, la maggior parte dei metodi finora sviluppati non ha un elevato grado di riproducibilità.

Con la semplicità e la sicurezza come parole d’ordine, gli scienziati statunitensi sono arrivati a sviluppare un metodo di produzione di iPSCs basato su un RNA autoreplicante che per funzionare non deve essere convertito in DNA, quindi non è richiesta integrazione nel genoma dell’ospite ma solo che il poliribonucleotide venga introdotto nella cellula e che la sua emivita sia controllata da quest’ultima.

L’RNA in questione, ottenuto a partire da un virus che infetta i cavalli, porta l’informazione per 4 fattori di riprogrammazione cellulare (ossia OCT4, KLF4, SOX2 e c-MYC o GLIS1) ed è usato in una forma del tutto avirulenta. Se trasfettato in fibroblasti adulti di uomo, ne causa il dedifferenziamento completo con un elevato livello di efficienza e riproducibilità, a detta degli autori della scoperta.

Lo studio è stato pubblicato su Cell Stem Cell.

 

Fonte immagine in evidenza: Peter Allen, UC Santa Barbara

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