Nel sangue giovane il segreto contro l’invecchiamento

Tre articoli scientifici appena pubblicati, uno su Nature Medicine e due su Science, dimostrano che nel sangue dei topi giovani sono contenuti fattori che migliorano le capacità mentali e fisiche dei topi più anziani. I benefici riguardano la memoria, la funzione cognitiva, la forza muscolare, la resistenza e l’olfatto.

Nel primo studio, pubblicato su Nature Medicine, i ricercatori dell’Università della California di San Francisco (UCSF) e dell’Università di Stanford, sono partiti da due ricerche precedenti, nelle quali si dimostrava che il sangue giovane stimolava la crescita di nuovi neuroni a partire da cellule staminali e che la trasfusione di sangue anziano nei topi giovani riduceva in questi ultimi le capacità cognitive. I ricercatori hanno perciò collegato fisicamente i sistemi circolatori di topi anziani (diciotto mesi) e di topi giovani (tre mesi) e da qui hanno osservato che nei topi anziani, col passare del tempo, comparivano nuove connessioni nervose, molto più numerose rispetto ai topi controllo, collegati con altri topi anziani.

Inoltre, a supporto delle analisi istologiche, studi di espressione genica sui topi anziani hanno rilevato l’aumento di produzione di proteine della plasticità sinaptica. I due team della UCSF e di Stanford hanno poi riprovato l’esperimento, stavolta iniettando direttamente il plasma del sangue giovane nei topi anziani; dopo tre settimane di trattamenti, i topi anziani avevano ritrovato gran parte della capacità di ricordare come raggiungere, all’interno di un labirinto d’acqua, una piattaforma dove riposarsi.

Un punto importante della questione è capire chi, nel sangue, determina il ringiovanimento dei topi anziani. A tal proposito, i ricercatori hanno osservato che, riscaldando il plasma prima di iniettarlo, si perdono tutti gli effetti ringiovanenti sperimentati. Pertanto questo fatto suggerirebbe che l’ingrediente (quanti ancora non lo sappiamo) del sangue giovane responsabile degli effetti benefici possa essere una proteina. Le proteine, infatti, sono molecole la cui attività biologica risente delle alte temperature.

Ulteriori indizi sui fattori circolanti del sangue giovane responsabili degli effetti ringiovanenti sui topi anziani sono stati forniti da un altro studio, pubblicato su Science, nel quale ricercatori di Harvard dimostrano che il ringiovanimento passa attraverso l’iniezione, nei topi anziani, di una proteina, chiamata GDF11, abbondantemente presente nel sangue dei topi più giovani.

Questa proteina è già nota in letteratura per la sua capacità di intervento sulla dilatazione cardiaca associata allo scompenso cardiaco.  Nel nuovo studio, GDF11 ha dimostrato di favorire la riparazione del DNA in cellule staminali muscolari, ringiovanire e rafforzare le fibre muscolari e migliorare la funzionalità dei mitocondri; i topi trattati con GDF11 hanno mostrato infatti di essere fisicamente e mentalmente più abili rispetto ai controlli.

Il terzo studio, realizzato da un altro gruppo di Harvard, eseguendo il collegamento chirurgico dei sistemi circolatori o i trattamenti a base iniezioni di GDF11 ha dimostrato che questa proteina è in grado di invertire la perdita di sensibilità olfattiva dei topi anziani poiché migliora la circolazione sanguigna nella zona subventricolare del cervello, in modo tale da stimolare la produzione di nuove cellule nervose che permettono ai topi di recuperare la capacitò di sentire gli odori.

Un dato molto interessante emerso da questo studio, perfettamente in linea coi risultati emersi dagli altri due studi, è che, a seguito del trattamento con GDF11, il miglioramento del flusso sanguigno nei topi anziani riguarda tutto il cervello, non solo l’area associata all’olfatto.

La ricerca punterà sicuramente forte sulla proteina GDF11, anche se gli autori dei tre studi sono pronti a scommettere tutto che questo non è l’unico responsabile del ringiovanimento di cellule, tessuti e organi invecchiati. Conoscere tutti i fattori del sangue che contrastano l’invecchiamento aiuterà a sviluppare nuove terapie farmacologiche per la lotta a patologie di grande impatto sociale, come l’Alzheimer, le malattie cardiache, il diabete, l’ictus e il cancro.

 

 Link to papers:

1) Nature Medicine – Young blood reverses age-related impairments in cognitive function and synaptic plasticity in mice

2) Science – Restoring systemic GDF11 levels reverses age-related dysfunction in mouse skeletal muscle

3) Science – Vascular and neurogenic rejuvenation of the aging mouse brain by young systemic factors

 

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