Bandeggio e riconoscimento dei cromosomi metafasici umani

In questo articolo vengono introdotte le principali metodiche di bandeggio e  sono descritti i criteri essenziali per il riconoscimento dei cromosomi metafasici umani.

Le tecniche di bandeggio vengono eseguite sui preparati (ad esempio, linfociti da sangue periferico) fissati in metanolo-acido acetico nelle proporzioni 3:1. Dopo 3-7 giorni dalla fissazione il preparato, anziché essere direttamente colorato con Giemsa, subisce dei trattamenti tali per cui i cromosomi formano dei pattern di bande specifici per ciascun tipo di cromosoma, per essere identificati e studiati in dettaglio. Vediamo quali sono i tipi di bandeggi maggiormente eseguiti sui campioni per cui si vuole fare l’analisi del cariotipo (cioè la rappresentazione ordinata del numero e della morfologia dei cromosomi di un individuo, ovvero il suo corredo cromosomico):

– Bandeggio G
– Bandeggio Q
– Bandeggio R
– Bandeggio C

 

Le bande G si ottengono sottoponendo i cromosomi all’azione della tripsina e solo successivamente si esegue la colorazione con Giemsa. Come risultato vedremo delle bande chiare ed altre più scure alternarsi in maniera specifica per ogni tipo di cromosoma. Questo accade perché la tripsina digerisce parzialmente le proteine associate al DNA cromosomiale e determina così la comparsa, dopo trattamento col colorante, di bande chiare, dette G-negative, alternate a bande scure, dette G-positive (il colorante Giemsa ha affinità per le regioni ricche in AT, le cui proteine associate sono facili da denaturare e digerire per via enzimatica). Dati di letteratura indicano che le zone più chiare del bandeggio G sono più ricche in GC e di geni e a replicazione precoce, mentre le zone più scure presentano pochi geni e sono a replicazione tardiva. Si crede quindi che il pattern di bande abbia anche un significato funzionale che non è ancora stato chiarito in via definitiva.

Per ottenere le bande Q, il preparato viene prima trattato con alcool etilico e tampone acquoso e poi con il colorante fluorescente quinacrina. Il bandeggio viene quindi osservato al microscopio ottico a fluorescenza: il trattamento con quinacrina mette in evidenza bande fluorescenti equivalenti alle bande G: le bande più chiare indicano regioni cromosomiche più fluorescenti (e corrispondono alle bande G-positive), mentre le bande più scure indicano regioni cromosomiche meno fluorescenti (e corrispondono alle bande G-negative). La quinacrina ha infatti maggiore affinità per le regioni ricche di AT.

Il bandeggio Q offre la possibilità di decolorare facilmente il preparato senza danneggiarlo per applicarvi eventualmente altri sistemi di bandeggio. Tuttavia, questa tecnica di bandeggio ha il limite della rapida decadenza dell’emissione in fluorescenza. Oggi il bandeggio Q è più che altro un bandeggio accessorio, che viene molto utilizzato quando serve analizzare il cromosoma Y, perché lo fa apparire luminosissimo; inoltre aiuta a distinguere facilmente il cromosoma Y dal cromosoma 21, escludendo a colpo d’occhio possibili casi di trisomia del 21.

Il bandeggio R è anche detto “reverse banding” poiché, dopo denaturazione termica in presenza di una soluzione salina a pH alcalino e successiva colorazione con Giemsa, si ottiene un profilo di bande inverso rispetto al bandeggio G. Questo è un bandeggio non fluorescente, quindi si osserva al microscopio ottico in campo chiaro. Si può pertanto intendere come un bandeggio opposto al bandeggio G (produce le stesse bande ma di colore opposto). Con questo sistema si osservano bene le estremità telomeriche dei cromosomi, che con gli altri sistemi di bandeggio sono invece scarsamente evidenti. Il bandeggio R è anch’esso un metodo accessorio, usato per lo più in aggiunta ad uno dei primi due metodi menzionati; serve, ad esempio, per ricercare delezioni oppure altri tipi di riarrangiamenti cromosomici a livello dei telomeri.

Il bandeggio C è un altro tipo di bandeggio accessorio. Per comprendere la tecnica di bandeggio dobbiamo considerare che nel cariotipo umano ci sono delle regioni di eterocromatina altamente ripetuta e variabile (polimorfica) da un individuo all’altro. Queste regioni si trovano ad esempio a livello paracentromerico nei cromosomi 1, 9, 16 e nel cromosoma Y, il quale è caratterizzato da un braccio q ricco in eterocromatina di dimensione altamente variabile. Quando ci si imbatte in un cromosoma 1 con molta eterocromatina, tale che è stata modificata la consueta dimensione del cromosoma, può sorgere il sospetto che sia insorta qualche aberrazione cromosomica (duplicazione, traslocazione ecc.); laddove talune modificazioni siano così evidenti, è il caso di effettuare il bandeggio C, che è una tecnica di bandeggio che colora in maniera specifica i centromeri (che sono sede di eterocromatina) e le regioni paracentromeriche dei cromosomi delle coppie 1, 9 e 16 e la porzione distale del braccio lungo del cromosoma Y, in modo tale da verificare che la porzione aggiunta sia eterocromatina anziché una aberrazione.

Per ottenere le bande C, i vetrini vengono incubati in una soluzione soprassatura di bario idrato, sottoposti ad un innalzamento termico in presenza di una soluzione salina e, quindi, colorati con Giemsa. Si ottengono cromosomi uniformemente chiari tranne che nelle regioni ricche di eterocromatina, che si colorano intensamente. Questa tecnica può essere applicata anche per la ricerca di centromeri aggiuntivi nei cromosomi. Se un cromosoma presenta due centromeri, almeno uno deve essere disattivato, perché la presenza di due centromeri funzionanti determina la distruzione e perdita dello stesso cromosoma.

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Rappresentazione di una coppia (anomala) di cromosomi 9 mediante diversi tipi di bandeggio. Fonte: OPENi

 

Come sappiamo, ogni cromosoma è costituito da una costrizione primaria, il centromero, che divide il cromosoma in due bracci: braccio corto (detto p) e braccio lungo (detto q). Il braccio corto del cromosoma viene sempre disegnato in alto, il braccio lungo del cromosoma sempre in basso. Nei metacentrici umani, che di fatto hanno cromosomi di equa lunghezza, spesso si parla comunque di bracci p e q, poiché in realtà non sono perfettamente metacentrici.

 

I cromosomi possono essere raggruppati in quattro categorie, in base alla posizione del centromero:

  •  cromosomi metacentrici, i quali presentano centromero in posizione mediana (al centro), pertanto i bracci p e q hanno dimensioni pressoché uguali;
  • cromosomi submetacentrici, in cui il centromero è lievemente spostato verso una delle estremità (posizione submediana);
  • cromosomi acrocentrici, in cui il braccio corto è visibilmente più breve del braccio lungo, poiché il centromero si trova in posizione subterminale; possono essere caratterizzati dalla presenza di satelliti, cioè segmenti cromosomici separati dal corpo principale del cromosoma da una costrizione secondaria.
  • cromosomi telocentrici, in cui il centromero è situato ad un estremo terminale del cromosoma. Non si osservano cromosomi telocentrici nel cariotipo umano normale.

1200px-TipologiecromoTipologie cromosomi

Fino all’introduzione delle tecniche di bandeggio, l’analisi citogenetica veniva effettuata colorando uniformemente i cromosomi tramite l’impiego di coloranti, Giemsa o aceto-orceina. Queste tecniche “rudimentali”, non producendo bande, permettevano solo di contare i cromosomi e classificarli in base alle caratteristiche morfologiche (lunghezza dei bracci e posizione del centromero). Non era possibile, invece, assegnare in maniera inequivocabile l’identità a tutti i cromosomi di un individuo né era possibile riconoscere alterazioni strutturali, come le traslocazioni.

Lo studio del cariotipo va fatto “montato”, cioè da una piastra metafasica i cromosomi vengono ritagliati ed appaiati ognuno col proprio omologo. Questo lavoro un tempo si faceva “manualmente” ritagliando la fotografia scattata alla metafase; oggi si usano dei software che consentono di acquisire le metafasi e rappresentare ordinatamente al computer il corredo cromosomico. Nel caso in cui alcuni cromosomi abbiano subito delle mutazioni, il computer non riesce a riconoscerli correttamente e potrebbe per errore inserirli in gruppi sbagliati o non riconoscerli affatto; in questi casi è l’operatore che inserisce il cromosoma nel gruppo corretto.

I cromosomi del cariotipo umano sono in tutto 46, suddivisi in 23 coppie, ovvero 22 coppie di autosomi e i due cromosomi sessuali, detti eterocromosomi. Questi ultimi sono dello stesso tipo nella femmina (XX) e diversi nel maschio (XY). I cromosomi vengono numerati per grandezza decrescente (dal più grande al più piccolo, quindi dal cromosoma 1 al cromosoma 22 oppure Y; l’unica eccezione è che il cromosoma 22 viene dopo il 21 ma è più grande del 21).

Tiff 24bit Canvas�mageHuman Karyotype (47, XXX Trisomy X) © 1998 The Board of Regents of the University of Wisconsin System

Con le tecniche di bandeggio sopra menzionate possiamo riconoscere le 23 coppie di cromosomi identificando le singole regioni, le bande e le sottobande, secondo le regole definite dall’ISCN (International System for Human Cytogenetic Nomenclature).

Le 23 coppie di cromosomi umani sono state convenzionalmente ordinate in sette gruppi, indicati con le lettere dell’alfabeto. I criteri per l’identificazione dei cromosomi descritti in questo post si basano sull’osservazione dei cromosomi mediante colorazione con Giemsa e prendono in considerazione le bande più rappresentative di ciascuna coppia di cromosomi omologhi:

Gruppo A: cromosomi di grandi dimensioni (cioè le coppie di cromosomi 1, 2 e 3). Sono i cromosomi che più facilmente si individuano nel cariotipo umano, spesso anche senza le tecniche di bandeggio, perché sono i cromosomi più grandi del cariotipo umano. L’1 è più grande del 2, il 2 è più grande del 3. I cromosomi 1 e 3 sono metacentrici; i loro bracci, detti convenzionalmente p e q, hanno, quindi, dimensioni all’incirca uguali. I cromosomi 2 sono submetacentrici; hanno, cioè, il centromero lievemente spostato dalla mediana, con poca differenza di lunghezza fra braccio corto p e braccio lungo q. A prima vista possiamo distinguere il 2 dall’1 e dal 3 per la posizione del centromero. Per le ulteriori distinzioni ricorriamo al bandeggio G.

Il cromosoma 1 è caratterizzato da bracci p che presentano una banda grigio-chiaro in mezzo a due grosse bande scure. Le estremità del braccio corto appaiono molto chiare. Il braccio lungo presenta una banda scura subito sotto il centromero più altre tre più sotto; queste tre bande scure sono quasi equidistanti fra loro (delle tre, la seconda è la più evidente). Ancora più sotto, talvolta, è possibile vedere un’altra banda scura. In definitiva, il cromosoma 1 si riconosce tenendo conto, insieme, di tre aspetti:

  1. è il cromosoma più grande;
  2. ha un’ampia banda chiara terminale sul braccio corto;
  3. ha una banda scura subito sotto il centromero (braccio lungo).

 

chr.1

 

Il cromosoma 2 si distingue facilmente dall’1 e dal 3 perché è un grande submetacentrico e inoltre è molto ricco di bande. Appare abbastanza scuro per via delle innumerevoli bande, sia sul braccio corto che su quello lungo. Il braccio corto è caratterizzato da due gruppi di bande molto evidenti. Il braccio lungo presenta due blocchi di bande più due bandine terminali non troppo scure; le due bande più piccole all’estremità del braccio q possono esserci oppure no. In definitiva, per riconoscere il cromosoma 2 si deve tenere conto, insieme, di tre aspetti:

  1. il cromosoma è grande;
  2. è submetacentrico;
  3. è ricco di bande.

cr.2

 Il cromosoma 3 viene denominato “a clessidra”, perché, sopra e sotto il centromero, si nota una regione scura che si colora in maniera quasi speculare “assomigliando” ad una clessidra; queste due bande scure speculari sono a loro volta delimitate entrambe da due regioni chiare. Il braccio corto si differenzia dal braccio lungo perché presenta il gruppo di bande scure terminali più sottile rispetto allo stesso gruppo di bande del braccio lungo (questo particolare ci aiuta ad orientare il cromosoma). Inoltre in preparati molto buoni si vede una banda scura nella regione terminale del braccio corto che forma una sorta di “cappuccio”: questa banda non si trova mai in zona terminale del braccio lungo dello stesso cromosoma e non si evidenzia nella zona terminale dei bracci corti dei cromosomi 1 e 2. In definitiva, il cromosoma 3 si riconosce tenendo conto, insieme, di tre aspetti:

  1. è grande (ma più piccolo dell’1 e del 2);
  2. è metacentrico;
  3. intorno al centromero presenta un bandeggio speculare a “clessidra”.

cr.3

 

Gruppo B: le due coppie di grandi cromosomi submetacentrici 4 e 5. Le coppie di cromosomi 4 e 5 sono ben riconoscibili da tutti gli altri (in particolare quelli del gruppo A e C) perché sono cromosomi lunghi e palesemente submetacentrici.

Il cromosoma 4 è caratterizzato dall’alternanza di bande chiare e scure. Sul braccio corto reca un gruppo stretto di bande scure. Presenta il braccio lungo molto bandeggiato ed inoltre la banda prossimale al centromero è molto scura, mentre lo è molto meno la stessa banda presente nel cromosoma 5, pertanto questo è un importante criterio di riconoscimento dei due cromosomi. In definitiva, per distinguere il cromosoma 4 dal 5, dobbiamo prestare attenzione al braccio lungo dei due cromosomi:

  1. la banda scura poco sotto il centromero è più scura della stessa banda presente nel 5;
  2. Il gruppo di bande nella regione centrale del braccio lungo appare meno scuro rispetto allo stesso gruppo presente nel 5.

cr.4

 Il cromosoma 5 presenta un braccio corto simile a quello del cromosoma 4; più o meno a metà del braccio lungo è presente un raggruppamento di bande scure. Questo cluster di bande è separato, tramite una regione molto chiara e molto evidente, da un banda terminale scura. La banda scura centrale nel braccio lungo del cromosoma 5 è molto più evidente che nel cromosoma 4. In definitiva, per distinguere il cromosoma 5 dal 4, dobbiamo prestare attenzione al braccio lungo dei due cromosomi:

  1. la banda scura poco sotto il centromero meno scura rispetto alla stessa banda presente nel 4;
  2. Il gruppo di bande nella regione centrale del braccio lungo appare più scuro rispetto allo stesso gruppo presente nel 4.

cr.5

 

Gruppo C: i cromosomi di medie dimensioni e submetacentrici delle coppie 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 più il cromosoma X.

Il cromosoma 6 è simile al 7 come forma, tuttavia, nel suo braccio lungo, le bande scure sono meno nette ed hanno meno contrasto rispetto alle stesse presenti nel 7. Nel braccio corto, vicino al centromero, è presente una banda molto scura (assente nel 7) seguita da una banda molto chiara e molto estesa; nella regione terminale, sempre del braccio corto, è presente una piccola banda scura. Il braccio corto di solito consente di distinguere questo cromosoma dal 7. Complessivamente, il cromosoma 6 appare più scuro rispetto al 7. In definitiva, per riconoscere il cromosoma 6, dobbiamo avere in mente il 7 (descritto sotto) e considerare che:

  1. il cromosoma 6 è simile al 7 per dimensioni e bandeggio, ma complessivamente appare più scuro;
  2. sul braccio corto presenta una banda scura prossimale al centromero (assente nel 7).

cr.6

 Il cromosoma 7 presenta nel braccio lungo due bande scure grosse e molto evidenti (più del 6) e talvolta è presente una terza banda scura nella regione terminale. Il braccio corto è costituito da una banda terminale scura ed evidente, simile a quella presente nel cromosoma 6. Complessivamente, il cromosoma 7 appare più chiaro rispetto al 6. In definitiva, per riconoscere il cromosoma 7, dobbiamo considerare che:

  1. è simile al 6 per dimensioni e bandeggio, ma complessivamente appare più chiaro;
  2. nella regione terminale del braccio corto presenta una banda scura evidente;
  3. sul braccio lungo presenta due bande scure molto evidenti; più sotto, può essere presente una terza banda meno scura.

cr.7

 Il cromosoma 8 di solito presenta un colore omogeneo tendente al grigio-scuro. Il braccio lungo è tutto bandeggiato, ma la banda scura più terminale è la più evidente. Prese insieme, le caratteristiche che ci permettono di distinguere facilmente questo cromosoma dagli altri del gruppo C sono:

  1. la media dimensione;
  2. la carenza di bande molto chiare;
  3. la presenza (sul braccio lungo) di un’unica banda scura delimitata da bande più chiare.

cr.8

Il cromosoma 9 presenta bande molto chiare, non è tutto grigio come il cromosoma 8. Il braccio lungo presenta due bande entrambe nette e ben evidenti. Per distinguerlo dall’8 dobbiamo tenere conto del fatto che l’8 è tutto più scuro e nel braccio lungo ha solo una banda molto scura, mentre il 9, nel braccio lungo, ne ha due molto scure. Nel braccio corto del 9 ci sono bande (di cui una prossima al centromero) più scure di quanto lo siano nell’8. In definitiva, l’8 e il 9 sono cromosomi simili per dimensioni ma diversi per bandeggio; per riconoscere il cromosoma 9, avendo in mente l’8, può essere utile osservare con attenzione i bracci lunghi:

  1. Il braccio lungo del 9 presenta bande scure più nette rispetto al braccio lungo del cromosoma 8;
  2. L’estremità terminale del braccio lungo del 9 è palesemente più chiara.

cr.9

Il cromosoma 10, chiaro più o meno quanto il 9, ha la caratteristica di presentare nel braccio lungo tre grosse bande, di cui quella prossimale al centromero più evidente, anche se comunque sono tutte pressoché delle stesse dimensioni ed equidistanti. A differenza dell’8 e del 9, questo cromosoma non presenta bande particolarmente scure sul braccio corto. Per riconoscerlo dobbiamo considerare che:

  1. il braccio corto appare chiaro;
  2. ha tre bande nette e scure sul braccio lungo.

cr.10

Il cromosoma 11 ha il centromero più spostato in basso rispetto al cromosoma 12, pertanto il suo braccio corto è più lungo di quello del 12. Questo è il criterio morfologico più utile per distinguere questo cromosoma dal 12, anche se non sempre è facile riconoscerlo. Il cromosoma 12, nel braccio lungo, ha una banda subito al di sotto del centromero, che è un po’ più evidente di quella presente nel cromosoma 11. Il gruppo di bande scure nel braccio lungo del 12 sono localizzate più in alto rispetto alla posizione che un gruppo di bande simile, ma meno ampio, occupa nel braccio lungo del cromosoma 11. Una conseguenza di ciò è che la banda chiara prossimale dell’11 è più estesa di quella che si evidenzia nel 12, mentre la banda chiara terminale nel 12 è più estesa rispetto a quella presente nel cromosoma 11. Questi sono i criteri per la distinzione dei cromosomi 11 e 12 in base al bandeggio. In definitiva, per riconoscere e distinguere i cromosomi 11 e 12 dobbiamo ricordare che:

  1. sono simili per dimensioni e bandeggio;
  2. il centromero dell’11 è più spostato in basso rispetto a quello del 12;
  3. la banda scura centrale sul braccio lungo del 12, anziché dell’11, è più vicina al centromero;
  4. pertanto il braccio lungo del 12 ha una banda chiara terminale più ampia e una banda prossimale più stretta, viceversa per il braccio lungo dell’11.

cr.11-12

Il cromosoma X è submetacentrico ed un po’ più piccolo del cromosoma 6. Nonostante la grandezza simile al 6 e al 7, una caratteristica distintiva del cromosoma X è la presenza, nel braccio lungo, di una banda scura molto evidente, seguita da due bandine anch’esse scure. Nel braccio corto invece è presente una banda scura quasi a metà. Per il resto è un cromosoma tutto grigio. Il cromosoma X, dunque, potrebbe essere confuso col 6 o col 7. Per individuarlo basta ricordare che:

  1. ha una banda scura evidente più o meno al centro del braccio corto (laddove il 6 e il 7 presentano un’ampia regione molto chiara);
  2. presenta una grossa banda scura e netta sul braccio lungo (il 6 ha diverse bande scure ma nessuna di queste è particolarmente netta; il 7 ha due bande scure nette più una terza banda meno evidente).

cr.X

Gruppo D: le tre coppie di cromosomi medi acrocentrici (13, 14 e 15). Questo gruppo è costituito solo da cromosomi medi acrocentrici che si distinguono facilmente dai piccoli cromosomi acrocentrici del gruppo G (21 e 22); si può avere qualche problema nel riconoscimento solo nei casi in cui il cromosoma Y è molto grande, ma questo si riconosce comunque facilmente perché è un cromosoma molto omogeneo.

Per distinguere i cromosomi del gruppo D, focalizzate l’attenzione sul bandeggio nella zona terminale del braccio lungo.

Il cromosoma 13 appare complessivamente scuro e bandeggiato lungo tutto il braccio q. La sua caratteristica è che presenta, nella regione terminale del braccio lungo, due bande scure che possono essere lievemente separate o unite a formare un’unica banda molto grande.

cr.13

Il cromosoma 14 nella zona terminale del braccio lungo presenta, a differenza del 13, una sola banda scura all’interno di un’ampia regione chiara. In prossimità del centromero, come nel 13, si evidenzia la presenza di una regione più scura.

cr.14

Il cromosoma 15 appare più chiaro del 13; quasi a metà del braccio lungo presenta una piccola banda scura, più o meno come nel 13 e nel 14. La sua caratteristica distintiva, invece, è quella di presentare, sempre sul braccio q, una regione terminale priva di bande scure evidenti.

cr.15

Riepilogando, riusciamo a distinguere facilmente i cromosomi del gruppo D dai piccoli acrocentrici del gruppo G (21 e 22) per via della loro maggiore grandezza. All’interno del gruppo D, i cromosomi 13, 14 e 15 si riconoscono prendendo in esame la regione terminale del braccio lungo:

–          Il 13 ha due bande scure terminali lievemente separate o congiunte, a formare un’unica, grossa, banda scura.

–          Il 14 presenta una sola banda scura terminale.

–          Il 15 non ha bande scure terminali evidenti.

 

Gruppo E: la coppia di piccoli metacentrici 16 e le due coppie di piccoli submetacentrici 17 e 18.

Il cromosoma 16 si distingue dai submetacentrici 17 e 18 perché è un cromosoma quasi metacentrico, mentre si distingue dai cromosomi del gruppo F (19 e 20), che sono piccoli e metacentrici, semplicemente perché è più grande. E’ un cromosoma molto chiaro, caratterizzato da eterocromatina molto evidente al di sotto del centromero, che è sede di polimorfismo, per cui la grandezza della banda può essere variabile da un individuo all’altro. Per la presenza di abbondante eterocromatina, questo cromosoma può non sembrare sempre metacentrico. Nel braccio lungo sono presenti due bande, di cui una più scura e dunque più evidente. Queste due bande sono molto utili per discriminare il 16 dal 19 quando le dimensioni dei due cromosomi sembrano le stesse.

In definitiva, per riconoscere il cromosoma 16 dobbiamo ricordare che:

  1. è complessivamente più chiaro del 17 e del 18 ed è quasi metacentrico (gli altri due sono submetacentrici);
  2. somiglia al 19 per dimensione e colore, ma ha in più due bande sul braccio lungo, assenti o comunque molto meno evidenti nel 19.

cr.16

Il cromosoma 17 è un cromosoma submetacentrico, il cui braccio corto è più corto rispetto al braccio corto del cromosoma 16, ma è più lungo rispetto al braccio corto del cromosoma 18. E’ un cromosoma in generale molto chiaro e presenta una banda scura nella regione distale del braccio lungo, seguita da una banda chiara terminale.

cr.17

Il cromosoma 18 è un cromosoma submetacentrico piuttosto scuro, caratterizzato nel braccio lungo dalla presenza di due bande, di cui una è quasi terminale (pertanto può apparire simile al 14, che però è più grande).

cr.18

Per distinguere il 17 dal 18 basta ricordare che il braccio lungo è bandeggiato in maniera inversa rispetto a al braccio lungo del 18 e che il 18 è complessivamente più scuro del 17.

 

Gruppo F: i piccoli metacentrici delle coppie 19 e 20. Questi cromosomi sono piccoli e metacentrici.

Il cromosoma 19 è molto chiaro con una zona scura in corrispondenza del centromero. Si potrebbe confondere col 16, il quale però reca sul braccio lungo due lievi bande scure, assenti o molto meno evidenti nel 19.

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Il cromosoma 20 è invece un cromosoma grigio e presenta una o due bande un po’ più scure nel braccio q e una leggermente più evidente nel braccio p.

cr.20

In definitiva, distinguiamo il 19 dal 20 in base al bandeggio: il 19 ha solo una zona scura in corrispondenza del centromero; il 20 è in generale più ricco di bande scure, sebbene queste siano poco evidenti.

 

Gruppo G: i piccoli acrocentrici delle coppie 21, 22 e il cromosoma Y.

Il cromosoma 21 è molto scuro vicino al centromero dalla parte del braccio lungo; per il resto è molto chiaro.

cr.21

Il cromosoma 22 è più grande del cromosoma 21 ed è molto chiaro, più del 21. Al centro del braccio lungo può essere presente una piccola banda scura, assente nel 21.

cr.22

Il cromosoma Y è variabile, infatti può essere piccolo quanto un 21 oppure, se è presente molta eterocromatina al di sotto del centromero, può avere le dimensioni di un cromosoma del gruppo D. Nella maggior parte dei casi ha dimensioni simili a quelle del 21. Di norma appare di colore grigio scuro e omogeneo. Il bandeggio Q colora in maniera inequivocabile il cromosoma Y, quindi in diagnosi prenatale, si esegue un bandeggio Q, in modo tale da avere la certezza che ci sia il cromosoma Y. Il bandeggio G in diagnosi pre-natale non ci dà questa certezza, per cui rischiamo di confondere il cromosoma Y con il cromosoma 21; potremmo non accorgerci della presenza di due Y oppure potrebbe mancare la Y ed avere invece trisomia del 21, condizione associata alla sindrome di Down.

cr.Y

Dunque riconosciamo il 21 e il 22 per il fatto di essere piccoli e acrocentrici. Il 22 è più grande e più chiaro del 21. Il cromosoma Y, invece, appare omogeneamente scuro.

Per chiudere, ecco alcuni esempi di cariotipi, utilissimi per imparare a riconoscere i cromosomi metafasici umani (Fonte: Zooweb)

 

Immagine: Cromosomi metafasici umani osservati al microscopio ottico in campo chiaro. Fonte immagine: Doc. RNDr. Josef Reischig, CSc.

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